OPERE DISPONIBILI

Progetti in serie

I SEI ESSERCIZI DELL’ANIMA – 2026 – Serie

Un progetto fotografico pensato per accompagnare la persona durante il percorso all’interno di un poliambulatorio. Le immagini costruiscono una sequenza visiva ispirata a “I sei esercizi dell’anima” di R.Steiner: un linguaggio fatto di corpo, natura, materia, luce e sovrapposizioni, progettato per generare una percezione di calma, apertura e presenza. Il progetto non nasce come semplice decorazione. Le fotografie sono pensate come un sistema narrativo: ogni immagine ha una posizione, un ritmo e una funzione all’interno dell’esperienza del paziente.

L’ALTRA STANZA – 2026 – Serie

C’è sempre un’altra stanza. Un’altra possibilità, un altro modo di stare al mondo. Un altro posto che può diventare casa. L’altra stanza è un progetto fotografico che esplora il divorzio attraverso la distanza tra ciò che i genitori credono di trasmettere e ciò che i figli effettivamente vivono. Due punti di vista che non coincidono mai del tutto, come due stanze dello stesso appartamento che non comunicano direttamente. I fiori , vivi, appassiti, a volte già secchi portano il peso del tempo che passa e di ciò che non torna. Le tessere di mosaico d’oro e d’argento non decorano: frammentano, disperdono, segnano il punto esatto della rottura. Il tulle vela senza nascondere, come fanno le famiglie con le cose difficili. Il ghiaccio ferma il tempo, congela un momento, lo conserva intatto dentro di sé, impedendogli di trasformarsi, di andare avanti. Eppure qualcosa cresce lo stesso. Nei semi che resistono, nelle radici che trovano un’altra direzione, nei piccoli fiori che moltiplicano la luce anche quando proiettano ombre lunghe. Il progetto non prende parti. Crede che dall’altra stanza si possa sempre costruire qualcosa di nuovo. Sta nell’ anticamera, in ascolto.

L'edere Polvere progetto fotografico michela marcon-5

L’EDERE POLVERE – 2026 – Serie

Un percorso visivo che nasce dall’incontro tra materia e invisibile, tra forma e dissoluzione. Al centro del progetto, una tessera di mosaico: frammento piccolo, prezioso, incompleto da solo, diventa il filo conduttore di un’indagine sulla natura dello spirito umano. Attraverso i quattro elementi: fuoco, terra, acqua, aria; lo spirito impara a parlare. Il sentimento nasce,  si radica nella vita terrena come promessa, si trasforma come fa una goccia d’acqua che diventa mare e infine si trasferisce oltre noi stessi, verso il non-noi: la dimensione spirituale pura. Ciò che abbiamo vissuto, amato e trasformato non scompare: si fa polvere. Viva, invisibile, leggera , che il vento dello spirito porta con sé e deposita in altre persone, in altri esseri, in altre creature. Ognuno di noi riceve e trasmette, inconsapevolmente, la traccia di chi ci ha preceduto. Il sentimento si dissolve in particelle sottilissime e viaggia oltre il tempo e la forma, fino a posarsi,  silenzioso e prezioso, nell’anima di qualcun altro. Perché nulla di ciò che si è amato davvero diventa cenere. Diventa polvere di luce.

LIMINALE – 2026 – Serie

Ci sono momenti che non appartengono né al prima né al dopo. Momenti sospesi, avvolti nella stessa nebbia che dissolve i contorni degli alberi, che sfuma i bordi delle cose e lascia tutto in una luce incerta, morbida, inevitabile. Liminale nasce da uno di questi momenti: quello in cui una figlia cresce abbastanza da portare la propria vita altrove. Non è una perdita. Non è nemmeno, del tutto, una gioia. È quella soglia esatta in cui le due cose coesistono, e trema tutto, come i rami nella foschia. Le immagini attraversano questo passaggio con la stessa lentezza con cui si attraversa un addio. C’è stato un tempo in cui i giochi occupavano ogni spazio, ogni ora. C’è stato un muro che ha cominciato a definirsi, non per separare, ma per dare forma a due persone distinte. Gli alberi crescono verticali, impetuosi, verso un cielo che non chiedono il permesso di raggiungere. E intanto si costruisce qualcosa — una casa, un futuro, un orizzonte ancora indistinto oltre il pontile. Ma in questa sequenza non c’è abbandono. C’è la consapevolezza di chi accompagna: di chi riconosce nell’altra una forza propria, e la guarda andare tenendo la porta aperta, sempre. Liminale è un atto d’amore che sa stare nel mezzo. Che non trattiene e non spinge. Che rimane, come la luce d’inverno sull’acqua bassa, presente, silenziosa, fedele.

Progetto non è boxe michela marcon friuli venezia giulia

NON É BOXE – 2025 – Serie

C’è una storia che non è stata raccontata. Non perché non sia accaduta, ma perché qualcuno ha deciso che fosse meglio così. Un ragazzo esce da una discoteca. La notte è quella di sempre: musica, voci, il freddo fuori. Ma ad aspettarlo non c’è nessuno che conosce. C’è un cerchio. Ragazzi della sua età, della sua città, figli delle stesse strade e delle stesse famiglie per bene. Hanno armi povere. Hanno deciso. Quello che accade dopo è violenza. Quello che accade dopo ancora è peggio: il silenzio. Il silenzio dei genitori che proteggono. Il silenzio delle istituzioni che guardano altrove. Il silenzio di una comunità che preferisce non sapere, non dire, non essere coinvolta. Un silenzio organizzato, preciso, che somiglia a una seconda violenza. Questo progetto nasce da quella storia sentita per caso, da madre, da fotografa. Nasce dalla necessità di dare forma a ciò che non ha avuto giustizia. Le immagini non mostrano sangue. Mostrano gesti, posture, il peso di un atto. Mostrano un ragazzo solo, bendato, in una stanza buia e tutto quello che quella solitudine contiene. Non è una denuncia. È una domanda. Perché? Questo non è Boxe.

progetto editoriale fotografuco michela marcon grado

CLIMATERIO – 2024 – Serie

Il mio lavoro fotografico mostra attraverso quel periodo fisiologico della vita di una donna, che segna una transizione fondamentale, un passaggio che porta con sé un profondo cambiamento.  L’INCERTEZZA del climaterio riflette quella della nostra epoca: entrambe sono fasi di transizione, momenti in cui il vecchio lascia spazio al nuovo, un processo possibile solo attraverso l’ USURA. In questa corsa per vivere il presente. Il tempo sembra scorrere più velocemente. Eventi che una volta avremmo considerato memorabili, possono rapidamente svanire nel passato. Gli incontri virtuali hanno sostituito quelli fisici. Siamo in equilibrio precario tra bisogno di stabilità e l’adattamento continuo a una realtà in costante cambiamento. CLIMATERIO è un viaggio visivo di metamorfosi e resilienza.

REIFICAZIONE – 2023 – Serie

Questo lavoro rappresenta il processo mentale (sogni, immaginazioni, sensazioni, sentimenti…) per cui si converte in un oggetto concreto e materiale (Il corpo) il contenutodi un’esperienza, spesso, astratta. Attraverso il corpo in atteggiamenti eleganti e graziosi la persona esporta rendendo pubblico il suo sentire privato :“Un sottile guardarmi dentro”. La vita non segue alcun ordine. E’ una serie di frammenti, ripetizioni e trame. Ricordi attraverso lampi sulla retina , disordinati. Idee traslate. Il corpo è mappa che riporta i segni distintivi del nostro viaggio.

UP/DOWN – 2021 – Serie

Il progetto fotografico nasce attraverso lo sviluppo di un percorso autobiografico. IL lavoro vuole testimoniare la fatica e lo sforzo necessari per vincere il sentimento dell’inadeguatezza. Attraverso il mezzo fotografico sono riuscita a SPOGLIARMI da ogni pregiudizio raccontando/mostrando ME. Con soddisfazione, accettandomi. In questo lavoro mi sono VESTITA diventando così prima vittima poi protagonista, ideatrice, modella, stilista, artefice, grafica, FOTOGRAFA. Il progetto è stato realizzato e pertanto vuole essere mostrato come esempio per portare attenzione a ciò che non è visibile.

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